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Il procuratore Lepore: «La camorra ha interesse a far aprire le discariche»

«La camorra ha un suo interesse a far aprire le discariche perché ci guadagna, a cominciare dai trasporti dei rifiuti». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, che ha ricevuto ieri sera a Boscoreale (Napoli), insieme con il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma la cittadinanza onoraria per le posizioni assunte in merito alle proteste delle popolazioni contro l'apertura di una seconda discarica nella vicina Terzigno, nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Lepore, nei giorni scorsi, aveva detto di non ritenere che vi fosse il coinvolgimento dei clan nelle manifestazioni contro l'apertura del sito. «Non si può giustificare - ha aggiunto - una emergenza rifiuti che dura da 16 anni per responsabilità non solo delle istituzioni ma anche dei cittadini. La camorra diventa un alibi per molta gente che è tenuta a fare delle cose e non le fa anche se sono il primo a dire che la camorra esiste e va combattuta perchè specula anche sull'emergenza rifiuti».

Il procuratore, in merito alle dichiarazioni alla base delle motivazioni della cittadinanza onoraria, ha ricordato di essere «direttamente coinvolto nella lotta alla camorra, la combattiamo ogni giorno con sacrificio, con tutte le forze che abbiamo. Per questo ho detto che non si può sempre dire che c'è la camorra dietro ogni cosa anche quando c'è una legittima protesta di cittadini esasperati». «Uno che vive vicino a una discarica sta evidentemente male ma le proteste devono essere lecite, entro le regole. Non fatevi strumentalizzare da nessuno», ha detto rivolto ai cittadini presenti nella sala consiliare del Comune. A suo giudizio «non è possibile che la discarica, da soluzione provvisoria in attesa della apertura di un termovalorizzatore, divenga la soluzione definitiva».

Dopo aver definito l'inceneritore di Acerra «una cattedrale nel deserto», ha invitato i cittadini e gli amministratori ad andare avanti «soprattutto con proposte concrete per uscire da questa situazione».

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=122729&sez=NAPOLI

I camorristi risarciscono Napoli per danno d’immagine

Cinquantamila euro come provvisionale, da pagare (attraverso il Comune di Napoli) praticamente a tutti i partenopei onesti. E’ una sentenza davvero singolare quella emessa dalla III sezione del Tribunale contro il clan camorristico dei Di Biasi, attivo nella zona dei Quartieri Spagnoli. Già, perchè i giudici hanno valutato un danno molto particolare: quello causato dai condannati (nove) all’immagine dell’intera città attraverso la loro attività delinquenziale. Come dire che la camorra (e quel che ne consegue in termini di diffusione su giornali e tv di un’immagine criminale che finisce per attanagliare l’intera Napoli) provoca danni non solo morali ma soprattutto materiali alle istituzioni deputate invece a promuovere gli aspetti positivi di una collettività. In attesa di sapere come verranno spesi i 50mila euro che i condannati dovranno pagare al Comune, sarebbe positivo instaurare la prassi di costituirsi parte civile in buona parte dei processi dove la camorra ha ottenuto una particolare eco sulla stampa italiana e straniera. Certo, in questo periodo sembra che i danni più devastanti vengano dai rifiuti accumulati nelle strade. Ma il buon esempio – offerto da questo caso – non va lasciato solo. Nel merito, i giudici hanno accolto le richieste del pm Sergio Amato, infliggendo 26 anni e otto mesi di reclusione al boss Mario Di Biasi e 12 anni al nipote Francesco; assolto invece dall’accusa di associazione camorristica il pentito Vincenzo D’Oriano.

http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/notizie-napoli/i-camorristi-risarciscono-napoli-per-danno-dimmagine.html

Giudici,"rafforzare ruolo garanzia"

Napolitano: interventi di ampio respiro
Per affrontare i problemi della giustizia italiana occorrono "interventi non disorganici né settoriali, ma di ampio respiro". Parola di Giorgio Napolitano che sottolinea come, tra i punti principali da affontare, ci sono il rafforzamento del ruolo di garante del giudice e la rigorosa riqualificazione di quello del difensore. Il Quirinale lo sottolinea in un messaggio inviato in occasione del Congresso dell'Unione delle camere penali italiane.

Il presidente della Repubblica auspica "un confronto anche serrato, ma scevro da sterili contrapposizioni e non influenzato dalle contingenze". Soltanto in questo modo, sottolinea Napolitano, si può arrivare "a scelte capaci di restituire qualità ed efficienza al processo penale, dando piena attuazione ai principi del giusto processo sanciti dall'articolo 111 della Costituzione".

Napolitano ha poi evidenziato la necessità di garantire il principio che si fonda sulla parità tra accusa e difesa nel processo, dicendosi certo che dal Congresso dell'Unione Camere Penali italiane, in corso a Palermo, "emergeranno in proposito utili sollecitazioni attaverso la formulazione di proposte di modifica degli assetti vigenti coerenti e sistematiche".

Schifani: "Basta contrapposizioni, si riformi la giustizia"
Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Senato, Renato Schifani. "Riformare la giustizia - ha detto - è una priorità che deve trovare unanimità di intenti e di consenso, accantonando schieramenti e contrapposizioni; soltanto agendo possiamo contribuire a far crescere il nostro paese e a renderlo competitivo". Schifani ha poi guardato all'estero. "La durata di un processo civile in Italia è di 507 giorni, in Francia di 262: la sproporzione numerica è evidente. Il 'processo giusto' - ha detto Schifani - passa non soltanto dal sistema delle regole processuali e da un ordinamento giudiziario che garantisca un giudice terzo e imparziale, ma anche dalla qualità di tutti i protagonisti del processo".

http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo492279.shtml

Arrestato avvocato Michele Santonastaso Lesse un proclama in aula contro Saviano

Santa Maria Capua Vetere - La Dia di Napoli ha arrestato, su ordine dei pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Alessandro Milita, l'avvocato Michele Santonastaso del foro di Santa Maria Capua Vetere. Il legale è accusato di corruzione, falsa perizia e falsa testimonianza a favore dei clan Bidognetti e La Torre (attivo nell'area domizia). Con il legale sono stati arrestati anche Michele Bidognetti, fratello del boss Francesco, «Cicciotto 'e mezzanotte», e il capoclan del Vomero Luigi Cimminio. Una falsa perizia, infatti, fu fatta anche nei confronti di un affiliato ai Cimmino.

L'avvocato Santonastaso con l'avvocato Carmine D'Aniello (anche lui del foro di Santa Maria e anche lui in passato arrestato) è uno dei due legali che firmò e depositò, nel 2008, l'istanza con la quale lo stesso Bidognetti e il superlatitante Antonio Iovine chiesero il trasferimento a Roma del processo a loro carico per «legittimo sospetto». In quella istanza i boss rivolgevano accuse allo scrittore Roberto Saviano, all'ex pm della Dda Raffaele Cantone ed alla giornalista Rosaria Capacchione. Alcuni passaggi dell'istanza furono letti il 13 marzo 2008 nell'aula bunker di Poggioreale dove, davanti alla Corte di Assise di Appello di Napoli, si stava celebrando il processo "Spartacus". [...]

http://www.casertaweb.com/articoli/15864-arrestato-avvocato-michele-santonastaso.asp

Giustizia: convenzione Ministero-Equitalia per velocizzare recupero crediti

E’ stata sottoscritta, oggi, una convenzione tra il Ministero della Giustizia ed Equitalia Giustizia, finalizzata al veloce recupero dei crediti relativi alle spese del settore. Lo afferma in una nota l’Ufficio Stampa del Dicastero di via Arenula.
La convenzione, per il Ministero, è stata firmata dai capi dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria e Affari Giudiziari, rispettivamente Luigi Birritteri e Italo Ormanni e, per Equitalia, dall’amministratore delegato, Carlo Lassandro, alla presenza del capo di Gabinetto Settembrino Nebbioso e del presidente di Equitalia Attilio Befera.
In questo modo, sarà possibile snellire e accelerare gli iter di recupero di risorse preziose che, una volta reimmesse nel circuito, contribuiranno al buon andamento della cosa pubblica nell’esclusivo interesse del bene collettivo.

http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_13_1_1.wp;jsessionid=759121467BC593CE9ED7BF845A3087EE.ajpAL02?previsiousPage=homepage&contentId=COM437711

Disposto il sequestro di 12 milioni all'ex ad della Juventus Antonio Giraudo

Il Gup del Tribunale di Napoli, Eduardo de Gregorio, ha disposto il sequestro di beni per 12 milioni di euro ad Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus ai tempi dello scandalo di Calciopoli. La notizia proviene dagli avvocati del Brescia Calcio, Bruno Catalanotti e Giovanni Nicolini, che assistono la società lombarda parte civile nel processo di Calciopoli. «Il provvedimento - si legge in un comunicato del Brescia - ha accolto il ricorso presentato il 27 luglio dall'avv.Bruno Catalanotti e dall'avv. Giovanni Nicolini al Gup, che con sentenza del 14 dicembre 2009, depositata il 26 aprile 2009, aveva condannato (oltre a Lanese, Dondarini e Pieri) Antonio Giraudo, riconosciuto colpevole del delitto di associazione per delinquere e di più delitti di frode in competizioni sportive, alla pena di quattro anni e sei mesi di reclusione, ridotta a tre anni per il beneficio del rito abbreviato scelto dall'imputato, oltre al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, da liquidare in separato giudizio».

Il Brescia Calcio esprime anche soddisfazione per il sequestro, «un ulteriore passo avanti nel difficile percorso del riconoscimento degli ingenti danni patiti in relazione ai gravi fatti, che hanno inquinato in quegli anni il calcio italiano». Gli avvocati della società lombarda confidano ora in un celere svolgimento del processo d'appello contro Giraudo, Lanese, Dondarini e Pieri, ed un'altrettanto rapida definizione del giudizio con rito ordinario in corso avanti alla IX sezione del Tribunale di Napoli a carico di Moggi, Pairetto, Bergamo, Mazzini, Andrea e Diego Della Valle, Lotito e degli altri coimputati.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-22/disposto-sequestro-milioni-juventus-182359.shtml?uuid=AYrhMYSC

Napoli, mancata bonifica di Bagnoli fondi non spesi, Procura indaga per truffa

Bagnoli, indagine choc della Procura di Napoli per omessa bonifica e truffa. Nel mirino degli inquirenti c’è il massiccio investimento di denaro pubblico per la riqualificazione delle aree dismesse.
Sotto accusa ci sono Comune, Provincia, Arpac e i vertici di Bagnolifutura, la società di trasformazione urbana nata con la mission di bonificare la zona dell’ex Italsider. Si indaga per appurare perché, dopo alcuni anni di gestazione, la bonifica non ha ottenuto i risultati richiesti. L’inchiesta è coordinata dal pool mani pulite dell’aggiunto Francesco Greco e affidata al pm Stefania Buda, gli organi di polizia giudiziaria in campo sono i carabinieri del Noe e il comando provinciale di Napoli.
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=117915&sez=NAPOLI

Napoli, «parentopoli» al Comune 12 nomi nel mirino della Procura

La Procura indaga su una Parentopoli al Comune di Napoli resa possibile da un sottobosco di clientele e appoggi bipartisan.
Dodici nomi sono già emersi - e altri stanno per spuntare - a proposito di un giro di posti di lavoro assegnati a persone che non ne avrebbero avuto titolo, ma che avevano in compenso gli appoggi familiari «giusti». Si passano così al setaccio appalti, graduatorie, assunzioni a chiamata diretta nell’ambito del welfare. E alcuni appartamenti di proprietà del Comune, anche di notevole valore, sarebbero stati assegnati senza rispettare le pubbliche graduatorie. Come nel caso di un palazzo assai ambito in pieno centro storico, nella zona dei Decumani.

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=117589&sez=NAPOLI

Trasporto pubblico: senza fondi regionali per il biglietto Unico aumenti fino all'80%

Senza i contributi della Regione, indisponibile a erogare i fondi, i prezzi dei biglietti subiranno forti aumenti, scaricando sui consumatori il costo del trasporto pubblico. La mobilità sostenibile in Campania, dopo il taglio alle agevolazioni per gli studenti, rischia di diventare un lusso

Prosegue l'opera di smantellamento e disincentivazione del trasporto pubblico campano da parte della giunta regionale di Stefano Caldoro. Come anticipato dall'assessore ai Trasporti Sergio Vetrella i contributi della Regione al Consorzio Unico Campania saranno tagliati, con l'effetto immediato di scaricare il costo sui consumatori. I prezzi dei biglietti infatti saranno destinati ad aumentare, come afferma il consorzio UnicoCampania,
dopo che la Regione nei giorni scorsi si è detta indisponibile a erogare i fondi in favore dell’integrazione tariffaria regionale.
La comunicazione é stata inoltrata a Palazzo Santa Lucia a cui spetta ogni decisione finale sulla tariffa integrata regionale e sulle sue sorti. Dopo il mancato rinnovo alle agevolazioni per gli studenti arriva quindi il colpo finale alla mobilità sostenibile campana.
Senza il contributo regionale i biglietti unico di fascia 1 ( Napoli-Pozzuoli o Napoli Casoria) passerà da 1,10 a 2,05 euro; il biglietto orario di fascia 2 (che comprende tutta l'aera metropolitana di Napoli:) passerà da 1,80 a 2,45 euro; il biglietto orario per lo spostamento Napoli-Salerno passerà da 3,40 a 4,55 euro.
Il consorzio Unico comunica che ad aumenti ancora più ingenti sarebbero esposte le tariffe se dovesse venire abolita la tariffa integrata regionale. Se così fosse sparirebbe il biglietto integrato, e sarebbe necessario acquistarne anche più di uno per spostarsi verso Napoli e all'interno della città. Il costo per il biglietto orario in questa ipotesi sul tratto Napoli Salerno passerebbe da 3,50 euro a 5,20 euro.
Ogni decisione definitiva sarà presa dall’assemblea del Consorzio UnicoCampania riconvocata per il 15 settembre per l’esame delle comunicazioni e le decisioni della Regione Campania.

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=103388

Il no dei magistrati al processo breve. L'Anm: una perdita di tempo. Alfano: state difendendo la casta

Alla fine, la polemica è degenerata. Con il ministro Angelino Alfano che ha duramente attaccato l’Anm: «Difendete la casta, a voi sta bene l’infinita durata dei processi». Commenti sopra le righe. Contrariato, il Guardasigilli, per la dura presa di posizione del presidente dell’Anm, Luca Palamara, sull’annuncio dello stesso Alfano al «Corriere della Sera»: «Ci saranno investimenti straordinari per adeguare la macchina della giustizia alle nuove esigenze del processo breve».

Palamara aveva criticato il ministro: «E’ grave e non è tollerabile che il governo perda tempo con il processo breve, che nulla ha a che vedere con l’esigenza di affrontare le vere priorità del sistema giustizia, che è al collasso». Il sermone di Palamara era proseguito: «Il governo non può non farsi carico delle reali emergenze che oggi sono rappresentate dalla corruzione, dalla criminalità organizzata, dalla situazione carceraria, dalla carenza di mezzi e risorse, dalla necessità di informatizzare e snellire le procedure».

A Palamara, in serata, ha replicato a muso duro Alfano: «Evidentemente alla Anm stanno bene le lungaggini della giustizia italiana e vogliono che nulla cambi. Evidentemente alla Anm sta bene l’infinita durata dei processi italiani. Evidentemente la Anm sa dire solo no e non formula proposte in grado di fare uscire la giustizia dallo stato di paralisi». Da parte sua il ministro di Giustizia nell’intervista di ieri aveva annunciato di essere pronto «a incontrare i magistrati dei principali uffici giudiziari per concordare le scelte organizzative più efficaci». Una iniziativa che ha il sapore di uno scavalcamento dell’Anm. Il presidente Palamara: «Se è vero che il ministro vuole parlare direttamente con i capi degli uffici giudiziari, non si faccia sfuggire l’occasione di partecipare all’assemblea convocata a Reggio Calabria per il prossimo 7 settembre, per sapere da loro se effettivamente la priorità è costituita dal processo breve o, invece, dalle drammatiche situazioni in cui quegli stessi uffici si trovano».

Respinge le accuse Angelino Alfano: «La criminalità noi l’abbiamo combattuta e la combattiamo con le nostre leggi ». Naturalmente, il nervo scoperto del «processo breve» è materia di polemica politica. Sarcastici i parlamentari di Italia dei Valori: «Alfano o ci fa o è ignorante. In entrambi i casi - sostiene Antonio Di Pietro - non merita di fare il ministro della Giustizia. Infatti il processo breve che vuole Berlusconi, il suo datore di lavoro, stabilisce una riduzione dei tempi entro cui fare il processo e non prevede alcunché per permettere agli operatori del diritto di lavorare con gli strumenti adeguati e le risorse necessarie. Insomma è una proposta truffaldina in quanto non abbrevia i tempi, ma concede solo un’immunità in breve tempo».

Leoluca Orlando: «Il ministro dell’Ingiustizia trova i fondi soltanto a condizione che si approvino le norme che di fatto condonano i reati commessi dai criminali dal colletto bianco, dalla cricca e dalla casta». Il segretario del Pd, Bersani: «Se Berlusconi pensa di mandare avanti questa legge che si chiama “processo breve” che significa cancellazione dei processi, andare avanti questa che titola processo breve ma che significa cancellazione dei processi, avrà contro un’opposizione molto forte». Replica di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl: «L’attacco seriale al ministro Alfano rappresenta un rigurgito giustizialista di una opposizione e di una sinistra che non hanno ancora fatto i conti con il proprio passato»

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201008articoli/58029girata.asp

Notai, avvocati e tecnici i primi a vedere la crisi

Professionisti al tempo della crisi. Fatturati in calo e assegni previdenziali in sofferenza. Lo scenario che lasciano intravedere i dati della casse professionali, fotografato al dicembre 2008, alle prime avvisaglie della crisi finanziaria ed economica che ha colpito il sistema produttivo mondiale negli ultimi due anni, è tuttavia molto chiaro. I trend sono emblematici ed è purtroppo facile analizzarli in prospettiva.

Per gli ingegneri il calo dei redditi, ad esempio, si è attestato nel 2008 all'1,5 per cento. «Ma il dato relativo ai fatturati è in realtà solo l'inizio di una diminuzione che si è andata accentuando con il trascorrere dei mesi», spiega il presidente del Consiglio nazionale Giovanni Rolando. «Mi aspetto un calo ancora maggiore dai dati relativi ai redditi 2009 e a quelli 2010, perché i professionisti sono ancora in crisi». Le difficoltà negli studi degli ingegneri sono cominciate alla fine del 2008, quando la recessione ha bloccato il settore del mattone. «Alla frenata busca del mercato edilizio privato – continua il presidente del Cni – si aggiunge anche la crisi delle opere pubbliche. Si lavora meno, e quando si lavora si fa una gran fatica a farsi pagare».

Il ritardo nei pagamenti non riguarda solo il settore privato («alcuni committenti sono addirittura falliti e quindi il professionista non riceverà mai compenso») ma anche quello pubblico: «I comuni – sottolinea Rolando – sono inchiodati al patto di stabilità e rimandano i pagamenti». Un'ulteriore sforbiciata ai redditi deriva dall'abolizione delle tariffe minime imposta dalle "lenzuolate" dell'ex ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani: «Se si aboliscono le tariffe in un momento in cui c'è poco lavoro – puntualizza il presidente del Cni – si finisce per favorire la concorrenza sleale di chi offre prestazioni a prezzi stracciati pur di lavorare».

Alla crisi del 2008 si aggiunge un incremento sproporzionato degli iscritti all'Albo: basti pensare che la Francia ha un terzo degli ingegneri dell'Italia. Sono i giovani a vivere le difficoltà maggiori e soprattutto pensando a loro Rolando chiede incentivi economici e un più facile accesso al credito. «Ma serve anche un potenziamento delle società interprofessionali e un piano di investimenti mirato», aggiunge. Analoghe preoccupazioni accompagnano le valutazioni del Consiglio nazionale forense in vista di una riforma professionale sempre più urgente. Il leggero calo dei redditi medi percepiti dagli avvocati nel 2008 rispetto all'anno precedente va letto solo come un anticipo "statistico" dell'impatto, ben più negativo, che la recessione ha avuto nel 2009 e nel 2010 sulla redditività della categoria. E a pagare di più sono i circa trentamila giovani "imbarcati" ogni anno.

Ad ogni modo, il peso maggiore delle difficoltà economiche lo hanno sopportato (e lo stanno sopportando) i notai che anche nel 2008 hanno visto assottigliarsi del 10% i propri introiti. «Una contrazione di eguale misura – spiega Gabriele Noto, componente del Consiglio nazionale del notariato – è stata riscontrata nel 2007 e nel 2006. Questo vuol dire che in pochi anni abbiamo subito la perdita di poco meno di un terzo del nostro reddito. Per fortuna, la cassa professionale è stata amministrata bene, non ha inglobato titoli tossici o perdite finanziarie». Le cause di questa riduzione? «Oltre alla crisi che ha progressivamente tagliato il giro d'affari e il valore delle operazioni – precisa Noto – scontiamo alcune modifiche legislative che hanno sottratto alcune materie alla nostra competenza, dalle pratiche di trasferimento della proprietà delle auto alla cancellazione delle ipoteche. Abbiamo tuttavia cercato di conservare i livelli occupazionali all'interno dei nostri studi per non disperdere un personale altamente qualificato».

Secondo i dati di Inarcassa i redditi medi di ingegneri e architetti nel 2008 sono calati da 33.037 a 32.552 euro. Un dato “ottimistico” secondo Massimo Gallione, presidente del Consiglio nazionale degli architetti: «La nostra professione risente della scomparsa dell'edilizia pubblica, settore in via d'estinzione se si escludono le grandi opere». Secondo i dati degli architetti l'edilizia pubblica è calata del 90% in dieci anni. «E l'edilizia privata non se la passa tanto meglio. Il piano casa che doveva rilanciare l'economia del settore ha dato risultati limitati».

In discesa anche il fatturato dei geometri, che passano dai 22.695 euro annui del 2007 ai 22.506 euro del 2008. «I redditi – avverte però il presidente del Consiglio nazionale Fausto Savoldi – vanno letti scorporando l'età dei professionisti: la media non lo mostra, ma quelli in difficoltà sono soprattutto i giovani, mentre i redditi dei geometri affermati sono stabili». Oltre al problema anagrafico c'è anche da considerare il divario Nord-Sud: «Nel Meridione i tempi per i pagamenti si allungano – afferma Savoldi – e i compensi diminuiscono. Mentre al Nord si è sempre cercato di tenere alti i compensi. L'unica chance per chi si affaccia ora alla professione è specializzarsi con strumenti moderni che magari gli “anziani” non sanno utilizzare».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-25/notai-avvocati-tecnici-primi-080513.shtml?uuid=AY0YecJC

Le "picconate" di Francesco Cossiga Le celebri frasi del presidente emerito


Ottavo presidente della Repubblica, ministro, presidente emerito, praticamente un pezzo di storia italiana, ma non solo. Francesco Cossiga è stato anche il "picconatore". Fendenti come i colpi dell'arnese agricolo, le celebri e brucianti frasi di Cossiga hanno fatto la storia della cronaca politica italiana. Restano famose quelle su Occhetto, "lo zombie coi baffi", o Violante, "il piccolo Vishinski'' (pronunciata nel 1991, in risposta all'allora esponente del Pds).
"Adesso gli scherzi sono finiti", disse, è arrivato il tempo delle "picconate", come lui stesso le definì il 23 marzo 1991. Quando intervistato alla Fiera di Roma, Cossiga minaccia lo scioglimento delle camere. "Ho dato al sistema picconate tali che non possa essere restaurato ma debba essere cambiato'', ripetè l'11 novembre 1991, alla presentazione del libro Cossiga, uomo solo di Paolo Guzzanti. ''Facevo parte di una formazione di giovani democristiani armati - raccontava -, armati dall'arma dei carabinieri, per difendere le sedi dei partiti e noi stessi nel caso che i comunisti, perdute le elezioni, avessero tentato un colpo di stato''.

Ne aveva per tutti. Di Achille Occhetto, il 22 gennaio 1992, in risposta al Pds che lo attaccava "sul piano Solo, P2, su golpismo e impeachment'', disse che aveva il potere di far rivivere ''le cose più abbiette e più volgari del paleo-stalinismo''.  Neanche Berlusconi rimase estraneo ai suoi affondi, "è il nuovo De Gasperi - disse -? Io allora sono il nuovo Carlo Magno" (in risposta a don Gianni Baget Bozzo che, il 18 aprile 1998, lo esaltava).

Battute brucianti anche contro l'allora responsabile della giustiza dei Ds, Pietro Folena, ''quando lo vedo - riferì ai giornali il 22 giugno 1998 - penso sempre a quanto ha perduto la moda e quanto poco ha guadagnato la politica. Con la sua eleganza, la sua finezza, è chiaramente un mancato indossatore''.

Ironico, caustico, dotato di un sarcasmo tagliente ma sempre freddo e obiettivo. Sul caso Moro, 15 febbraio 2001, riconobbe: "Ho concorso ad uccidere o a lasciar uccidere Moro quando scelsi di non trattare con le Brigate Rosse e lo accetto come mia responsabilità, a differenza di molte anime candide della Dc''.

Riguardo a Calciopoli, il 6 luglio 2006, se ne uscì con una delle sue: "La giustizia sportiva è una buffonata!". Mentre, da sempre attaccato sulla sua adesione alla loggia massonica, il 16 ottobre 2009, disquisì: ''E' anche vero che io abbia una origine familiare di grandi tradizioni repubblicane, antifasciste. radicali e massoniche. Ma non sono stato e non potrò mai essere massone perché sono cattolico''.

http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo488393.shtml

In porto Napoli navi scuola forza autodifesa del Giappone

Domani saranno aperte al pubblico per visite guidate
Giunte nel porto di Napoli le tre navi scuola delle forze di autodifesa del Giappone; saranno ormeggiate al molo Angioino da oggi a venerdi'.
L'obiettivo e' rafforzare i rapporti culturali e istituzionali tra il Paese del Sol Levante e il capoluogo partenopeo. Ma non solo. Le navi Kashima, Yamagiri e Sawayuki, domani saranno aperte al pubblico per visite guidate. Oggi, il saluto ufficiale alle autorita' civili e militari. Le navi, partite lo scorso 26 maggio da Tokyo, prima di giungere a Napoli, hanno attraversato il Pacifico facendo tappa a San Francisco, San Diego, Acapulco e Pearl Harbor.(ANSA).

Napoli-Elfsborg 1-0: Super Pocho Lavezzi regala la prima gioia stagionale al pubblico partenopeo
Gli azzurri hanno sfiorato il raddoppio in più occasioni.

Il Napoli trascinato da un grande Lavezzi batte l'Elfsborg con il minimo sforzo e porta a casa l'andata della gara di Europa League per 1-0. Tante le occasioni per i partenopei che non sono andati però oltre la rete dell'argentino seganta allo scadere della prima frazione.

In campo: Il colpo del mercato partenopeo Cavani si accomoda in panchina, spazio ad una formazione collaudata l’anno scorso con Quagliarella davanti ad Hamsik e Lavezzi nel 3-4-2-1 caro a Mazzarri. L’Elfsborg risponde con un 4-2-3-1, un albero di natale che ha in Avdic la punta più avanzata.

Si gioca: I partenopei partono subito bene mettendo in difficoltà gli svedesi soprattutto dalla fasce, con Maggio e Dossena a farla da padroni. Le occasioni da rete arrivano quasi subito, con Quagliarella propositivo e vicino al goal in più di un occasione, ma Christiansen si fa trovare pronto soprattutto sulla stupenda rovesciata dell’attaccante ex Udinese. L’Elfsborg fatica a farsi vedere dalle parti di De Sanctis, andando vicino al vantaggio solo al 20’, quando Avdic spedisce alto da due passi. La rete del vantaggio arriva invece grazie al Pocho Lavezzi nell’unico minuto di recupero della prima frazione: l’argentino raccoglie un lancio di Cannavaro, mettendo a sedere il portiere svedese e depositando la palla in rete per l 1-0 napoletano.

La ripresa si apre con le medesime formazioni della prima frazione, ma il copione non cambia: il Napoli attacca, l’Elfsborg si difende con un po’ di disordine ma comunque riuscendo nell’intento. L’autore del gol Lavezzi risulta imprendibile per gli avversari: la velocità dell’argentino, unita all’imprevedibilità di Hamsik fa ammattire l’Elfsborg e Mazzarri decide di potenziare il reparto offensivo per provare a chiudere partita e qualificazione. Fuori Pazienza, dentro Cavani, per un Napoli super votato all’attacco. L’uruguagio sfiora la prima rete ufficiale con la nuova maglia ma il colpo di testa su assist del solito Lavezzi finisce a lato. Gli azzurri controllano il match fino al fischio finale, vittoria di misura. Napoli batte Elfsborg 1-0.

La chiave: Dopo che la rete azzurra sembrava non arrivare nonostante le tante occasioni, la realizzazione di Lavezzi all’ultimo minuto del primo tempo ha dato fiducia alla squadra che ha dovuto solo gestire il centrocampo, sfiorando il raddoppio soprattutto con il Pocho, veramente incontenibile.

La chicca: Prima volta di una svedese al San Paolo, mentre l’Elfsborg aveva già affrontato squadre italiane: la Fiorentina e la Lazio, entrambe vincitrici.

Top&Flop: Lavezzi è già in forma campionato, il migliore in campo quest’oggi. Bene il gioco sulle fasce di Maggio e Hamsik, Cavni deve ancora entrare nei meccanismi. Svedesi poco lucidi, si salva solo Avdic.

IL TABELLINO

NAPOLI-ELFSBORG 1-0

MARCATORI: 46’ Lavezzi (N)

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis 6; Grava 6, Cannavaro 6.5, Aronica 6; Maggio 6.5, Pazienza 6 (62’ Cavani 6), Dossena 6.5 (83’ Zuniga s.v.), Gargano 6; Lavezzi 8, Hamsik 6.5 (67’ Blasi 6); Qualiarella 7. A disposizione: Iezzo, Santacroce, Campagnaro, Maiello. All: Mazzarri 7

ELFSBORG (4-3-2-1): Christiansen 7; Klarstrom 6, Lucic 5.5, Jonsson 5.5, Floren 6; Mobaek 6, Svensson 6; Larsson 5 (65’ Larsson 5.5), Ishizaki 6 (44’ Ericsson), Keene 6 (87’ Karlsson s.v.); Avdic 6.5. A disposizione: Covic, Wikstrom, Nordmark, Kurbegovic. All:Haglund 5.5

ARBITRO: Saraidaris 6,5

AMMONITI: Lucic (E), Jonsson (E), Floren (E), Pazienza (N), Aronica (N)

Pompei, si muove la Procura inchiesta sul commissariamento

Dopo le accuse della Corte dei Conti alla Protezione civile, contro l'utilizzo delle procedure di urgenza per effettuare lavori nel sito archeologico, scatta l'inchiesta della Procura, provocata da un esposto del sindacato Uil che chiede ai magistrati di fare chiarezza. Estate contraddittoria per il sito, che dal punto di vista turistico vede invece aumentare le presenze: diecimila biglietti staccati al giorno.
POMPEI - Luci ed ombre su Pompei, successi e insidie in un'estate controversa. Folle di turisti stranieri invadono gli scavi con una media di diecimila biglietti staccati al giorno e alle procure di Napoli e Torre Annunziata giunge una denuncia firmata dal segretario generale Uil ai beni culturali Gianfranco Cerasoli contro la gestione del sito archeologico condotta dal commissario Marcello Fiori, fedelissimo di Guido Bertolaso, effettuata con le procedure della Protezione civile.

Il sindacato si spinge oltre le perplessità avanzate dalla Corte dei Conti che, la scorsa settimana, si limitava a precisare che sottoporre l'area ad un regime emergenziale, eludendo di conseguenza i controlli preventivi di legittimità sulle delibere approvate, non costituiva una necessità. Sullo sfondo di una premessa: Pompei non è assimilabile ad una calamità naturale o ad un grande evento.
Un'anomalia, e la Uil rompe gli indugi, a commissariamento concluso, rilanciando le accuse la cui consistenza e gli eventuali profili penali dovranno naturalmente essere verificati dalla magistratura. Tra le pagine dell'esposto, spiccano presunte contraddizioni, l'assenza di trasparenza in merito a conti e forniture, l'invasività degli interventi effettuati, in particolare la "cavea completamente costruita ex novo con mattoni in tufo di moderna fattura" nel progetto di restauro del complesso dei teatri, la realizzazione della mostra Pompei e il Vesuvio - Scienza, conoscenza ed esperienza, "costata 394mila euro in favore della società Comunicare organizzando... Una delle società più impegnate dalle strutture della Protezione civile". E ancora, "non è dato sapere la composizione della struttura dei componenti dello staff del Commissario e le competenze possedute". Inevitabile l'apertura di un'indagine conoscitiva disposta dal procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino che ha chiesto alla Guardia di Finanza di eseguire gli opportuni accertamenti.

Un fulmine scagliato in una parentesi serena che porta negli scavi a Ferragosto un aumento di presenze del 9,41 per cento rispetto al 2009. Turisti ipnotizzati dall'unicità degli scavi e scoraggiati dalle carenze di sempre. Cani randagi che si azzuffano aggressivamente tra i visitatori spaventati, nonostante l'iniziativa di adozione "Cave canem"; figuracce, i sigilli posti su un'entrata del ristorante interno, adesso guidato da Autogrill, ma ancora interessato da un provvedimento del tribunale fallimentare contro la precedente azienda affittuaria del locale. Tra i tavoli, alcuni si lamentano dei menù proposti che non contemplano varianti per celiaci e specialità campane: la pizza margherita sostituita da un trancio di focaccia con formaggio fuso. E i percorsi ordinari sbarrati ai disabili, "mia madre - lamenta Giorgio, italocanadese - senza carrozzina non riesce a procedere nella visita". Friendly Pompei, il tragitto rivolto alle persone con ridotte capacità motorie e voluto da Fiori fatica a decollare, "quotidianamente raggiungiamo al massimo tre accessi" commenta una sorvegliante dal varco ingressi. Mentre Pompei bike, l'itinerario ciclopedonale, ottiene consensi, "noleggiamo gratuitamente 50 biciclette ogni giorno", è il resoconto dei responsabili.
E sulle altre attività promosse dal commissario nell'ambito del programma Pompei viva, avanza lo scetticismo di molti addetti ai lavori. Le frasi registrate, l'ansia sulla futura Fondazione promessa dal ministro Bondi "gli interessi del potere avvelenano ogni attività, Pompei è una miniera d'oro che fa gola a tutti", i dubbi sui riscontri della riapertura della casa dei Casti Amanti e del sentiero multisensoriale nella domus di Giulio Polibio "un flop, attraggono una platea relativa e per il pagamento del ticket pretendono la carta di credito"; bellezze restituite al pubblico che richiedono uno sforzo di vigilanza in più e i custodi, sotto organico, rincarano: "Attingiamo dal personale a riposo dagli scavi periferici per compensare ma, quando la disponibilità è inferiore, siamo costretti a chiudere gioielli generalmente fruibili, come la casa del Larario di Achille e quella del Citarista".

La Uil denuncia la gestione degli scavi di Pompei del commissario Marcello Fiori alle procure di Napoli e Torre Annunziata e alla Corte dei Conti. A chiedere accertamenti, il segretario generale della Uil beni e attività culturali Gianfranco Cerasoli. Aperta un'indagine conoscitiva dal procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino che ha chiesto alla Guardia di Finanza di effettuare le prime verifiche. Nell'esposto presentato dal sindacato, perplessità al vaglio della magistratura come, si legge nel documento, "l'invasività del restauro effettuato, in particolare della cavea completamente costruita ex novo con mattoni in tufo di moderna fattura" in merito al restauro del complesso dei teatri.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/08/18/news/pompei_scatta_l_inchiesta-6345847/

Truffa delle vacanze al Vomero, denunciata agenzia

Avevano pagato per vacanze all'estero e crociere. Ma a pochi giorni dall'attesa partenza hanno scoperto che le prenotazioni erano state cancellate perché l'agenzia di viaggi di via Mascagni al Vomero non aveva effettuato i bonifici. E così per il titolare della società è scattata una denuncia per truffa anche sulla base dell'esposto presentato da tre "viaggiatori mancati" che avevano versato complessivamente10mila euro

I bagagli erano pronti. Testa e cuore erano già proiettati nelle mete prescelte. Ma il sogno di trascorrere giorni di relax in riva a spiagge assolate è svanito. Niente Formentera, niente Grecia e addio a Santo Domingo: i napoletani che hanno acquistato pacchetti viaggio all'agenzia "Travel Ilopan" di via Mascagni al Vomero resteranno a casa. Nonostante le prenotazioni effettuate e i soldi regolarmente versati.

La beffa è stata scoperta dagli agenti del commissariato Vomero, diretti dal vicequestore aggiunto Francesco Zunino. Il titolare avrebbe prenotato "pacchetti" che poi non sarebbe riuscito a pagare, sebbene avesse preteso e ottenuto dagli aspiranti viaggiatori il saldo completo.

In tre (avevano versato complessivamente 10mila euro) hanno presentato subito denuncia, ma sarebbero decine le persone coinvolte, molte delle quali ancora non sanno di avere in tasca voucher inutilizzabili. Nei confronti di Raffaele E., incensurato di 49 anni, che tra l'altro era tornato in azienda per riscuotere altri soldi, è scattata la denuncia per truffa con l'aggravante di aver carpito la buona fede di conoscenti. Molti clienti, infatti, si erano rivolti a lui dopo averlo conosciuto in un'agenzia di Posillipo dove lavorava prima di trasferirsi al Vomero. È il caso di Tiziana, avvocato, in passato Raffaele le aveva organizzato il viaggio di nozze in Australia.

"Ero contenta che avesse avviato un'attività sua, con me si era sempre comportato in maniera ottima. Volevo andare a Barcellona e Formentera con mio marito e i miei due ragazzi. Doveva essere una bella vacanza di famiglia per festeggiare mia figlia che ha superato l'esame di terza media". Pian piano che la data di partenza si è avvicinata sono iniziati i primi dubbi. "Ero fuori Napoli quando ho capito che c'era qualcosa che non andava visto che non arrivavano le conferme delle prenotazioni - racconta la professionista -. Giovedì mi sono precipitata nell'agenzia per capire cosa stesse accadendo e ho trovato altre persone che protestavano. Nella fretta ho anche dimenticato nel taxi l'iPod che è svanito nel nulla così come la mia vacanza". Simile la storia di Valeria Squillacciotti, commerciante: "Conoscevo bene Raffaele. E lo ritenevo una persona affidabile, un uomo per bene. Avevo versato 3.600 euro per una crociera in Grecia, ma le prenotazioni sono state annullate perché non era stato effettuato il bonifico. Un anno di sacrifici, di lavoro senza sosta e poi la beffa. Per fortuna la Costa Crociera ha assicurato che potrò partire lo stesso".

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/08/14/news/truffa_delle_vacanze_al_vomero_denunciata_agenzia-6279668/

Notte di Ferragosto, deroga per gli alcolici. Insorgono i consumatori

Fra tre 3 mesi etilometri obbligatori in bar e ristoranti

A Ferragosto tregua per gli amanti dell'alcol: nella notte fra il 15 e il 16 agosto si potranno bere alcolici e superalcolici in tutti i locali che resteranno aperti fino all'alba. Non solo quindi nelle discoteche ma anche nei bar, negli stabilimenti balneari, negli alberghi e perfino nei negozi di alimentari che magari nei luoghi di villeggiatura tirano fino a tardi. E' quanto prevede una norma del nuovo Codice della strada, all'art.54, in vigore da oggi, in deroga a quanto previsto dalla legge sul divieto di somministrazione e di vendita di alcolici e superalcolici dopo le 3 di notte per tutti i pubblici esercizi e sul divieto di vendita di bevande alcoliche da parte degli esercizi di vicinato dalle 24 alle 6.

La deroga è prevista anche per Capodanno, per la notte di San Silvestro fra il 31 dicembre e il 1 gennaio.

"La misura va incontro alle esigenze dei consumatori che almeno due volte l'anno hanno voglia di divertirsi - afferma Edi Sommariva, direttore generale della Fipe all'Adnkronos - d'altra parte ora, dopo le 3 praticamente c'è il coprifuoco. Infatti il divieto prima riguardava solo le discoteche che dalle 2 in poi non potevano più somministrare gli alcolici mentre adesso il divieto interessa oltre 100 mila esercizi. Una deroga importante quindi quella introdotta per Ferragosto".

Inoltre, la Fipe-Confcommercio ricorda, sempre a proposito del nuovo Codice, che scatta fra tre mesi l'obbligo per i locali che non svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento, ma la cui attività si protrae oltre la mezzanotte di tenere a disposizione dei clienti precursori per la rilevazione del tasso alcolemico e le tabelle indicative degli stessi tassi, in altre parole l'etilometro. All'osservanza di tale obbligo non sono tenuti gli esercizi che non effettuano trattenimenti danzanti e che cessano la loro attività entro le ore 24.

Sul piede di guerra i consumatori per la 'deroga' di Capodanno e Ferragosto. "Il legislatore ha fatto un apparente regalo ai commercianti", evidenzia l'Aduc. Per l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ''il segnale che viene dato dal legislatore è massacrante e tragico nel medesimo tempo, perché dice: non bevete alcolici prima di mettervi alla guida perché potreste ammazzarvi e ammazzare ma, se proprio lo volete, potete ammazzarvi e ammazzare a Ferragosto". Ad ogni modo "auspichiamo che la legge sia applicata, perché, come sempre - prosegue l'associazione - il problema dell'alto numero di incidenti stradali legati al consumo di alcolici non è stato, in passato, il divieto e le restrizioni per somministrazione e vendita, ma i controlli dell'autorità nei locali e per strada. Perciò non crediamo che si avranno chissà quali risultati da questa ulteriore restrizione se, in contemporanea, non si prevedono massicci investimenti per aumentare polizia annonaria e stradale".

L'Adoc esprime perplessità soprattutto in materia di autovelox. Per l'associazione dei consumatori guidata da Carlo Pileri, ''non è stata presa in considerazione la possibilità di dare al Prefetto la competenza sull'utilizzo e installazione della segnaletica con il rischio di dare adito a probabili speculazioni sull'utilizzo di autovelox e T-Red. Riteniamo questi ultimi utili ai fini della sicurezza stradale ma senza il controllo del Prefetto i Comuni potrebbero utilizzarli in modo non trasparente e non conforme alle loro finalità, con la sola utilità di rimpinguare le casse comunali".

Nell'analizzare le nuove norme, comunque, Pileri esprime una certa soddisfazione per quanto riguarda, tra le altre cose, le disposizioni sulle minicar ''con l'obbligo delle cinture di sicurezza e l'introduzione della patente obbligatoria''. ''Bene anche la patente obbligatoria per motorini e l'impossibilità di guidare microcar per chi ha la patente sospesa", osserva Pileri.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Notte-di-Ferragosto-deroga-per-gli-alcolici-Insorgono-i-consumatori_821221230.html

Truffa Banca Popolare del Meridione, Pisani: “ Ci costituiremo parte civile per la tutela e la difesa dei cittadini raggirati”

“E’ scandaloso che nel 2010, dopo i tanti casi di truffa ai contribuenti avvenuti in questi anni, i risparmiatori, con la prospettiva di una fantomatica Banca Popolare del Meridione - che ad oggi non c’è - vengano ancora una volta raggirati e toccati nei loro piccoli risparmi”. Lo ha detto l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori in merito alla truffa della Banca Popolare del Meridione. Dopo la campagna pubblicitaria e la raccolta fondi, compiute un anno fa, che hanno visto sottoscritti circa 842 soci e raccolti 10milioni di euro, la Banca non ha ancora aperto i battenti, tant’è vero che il caso è finito alla Procura di Napoli con denunce relative ad irregolarità ed a somme consegnate e poi svanite nel nulla (l'ammontare scomparso è di circa 8 milioni di euro), proprio come lo stesso procuratore della Banca Popolare del Meridione, Raffaele Cacciapuoti, che si è praticamente volatilizzato.

“Chiedo agli organi di controllo – afferma Pisani – di intervenire immediatamente per tutelare i risparmi e gli investimenti dei cittadini, dei piccoli imprenditori e dei semplici professionisti che hanno speso denaro per una banca che non esiste. E’ necessario intervenire con misure preventive e cautelative”.

In merito alla vicenda Angelo Pisani si rivolge alle istituzioni non solo come numero uno di NoiConsumatori ma anche come legale di tutti quei cittadini che hanno investito i loro risparmi e che sono ancora in attesa di sapere che fine faranno i loro soldi.

“Simili raggiri pregiudicano la fiducia dei cittadini sia nei sistemi finanziari , sia nei confronti delle banche. Occorre creare un tavolo di confronto, di soluzione, che protegga e difenda questa fascia di investitori. In caso di eventuali azioni penali e di processi NoiConsumatori si costituirà parte civile con un comitato formato dai risparmiatori danneggiati e raggirati da tali vergognose operazioni finanziarie” – conclude Pisani.


LINK AL SERVIZIO DEL TG1 del 3 Agosto 2010 (minuto 13)


http://www.noiconsumatori.org/articoli/articolo.asp?ID=8980

Napoli: se vai in motorino senza casco il vigile ti regala uno swatch

Surreale come un brano d'un film o di uno sketch di Massimo TROISI: l'ultima campagna di prevenzione degli incidenti stradali ideata dalla Regione Campania rasenta il paradosso. La Regione Campania ha, infatti, escogitato l'ultimo gadget alla moda, preferibile di certo al braccialetto "Power Balance" che "tiene in equilibrio", talismano (o placebo) di Robert DE NIRO e di tanti sportivi. State a sentire: mi rivolgo in particolare ai COLLEZIONISTI DI OROLOGI e non certo a chi ha a cuore la prevenzione dei sinistri mortali e con lesioni gravi che troverà quanto meno allarmante e sui generis la campagna di sensibilizzazione. Tutte le volte che la Polizia Municipale fermerà qualcuno perché sta conducendo un ciclomotore senza fare uso del CASCO di protezione, costui sarà omaggiato di uno splendido orologio swatch che recherà la scritta, invero macabra, "senza casco ho le ore contate". L'impareggiabile Massimo GRAMELLINI su "La Stampa" del 30 luglio 2010 (box a fondo prima pagina) così commenta: "Ma non è geniale? Tu fai un'infrazione e io ti do un premio. E pazienza che ti do anche la multa (che quasi sicuramente non pagherai) e se l'orologio contiene una terribile minaccia intesa a responsabilizzare i minorenni (che sbianchetteranno la scritta per motivi scaramantici e venderanno l'orologio al mercato nero). Considerate le dimensioni del fenomeno - a Napoli gli unici caschi in circolazione si trovano presso i parrucchieri per signora - coprire la richiesta di orologi richiederà uno sforzo industriale non indifferente"; conclude Gramellini: "Ci tranquillizza sapere che la Regione Campania, cui si deve la brillante iniziativa, pagherà il conto senza problemi. Si è appena lamentata dei tagli di Tremonti, ma non lesinerà certo i soldi a un'opera di bene". Da marchigiano potrei proporre una bottiglia di buon Verdicchio ad ogni superamento dei limiti con carambola autostradale a dieci mezzi nel nostro tratto dell'A14 con vincisgrassi ed olive all'ascolana nei rari casi di scavalcamento della carreggiata. Avrei la curiosità di sapere che ne pensa di tale campagna di sensibilizzazione l'Avv. Gianmarco CESARI del Foro di Roma della LIDU - Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo che si occupa dell'Osservatorio Vittime dei Sinistri e che tante iniziative di alto profilo ha patrocinato in tema.

http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_8801.asp

Arrestato giudice romano corrotto

Un ex imprenditore edile, sua moglie e i due figli, entrambi avvocati, tutti di Roma, sono stati arrestati dai carabinieri di Perugia al termine di un'indagine che ha portato in carcere anche un giudice della Capitale. L'indagine sarebbe scaturita da una denuncia dall'Avvocatura generale dello Stato su un contenzioso riguardante appalti tra il ministero della Difesa e la ditta dell'imprenditore arrestato.
Arrestato giudice romano corrotto

Sono il giudice onorario della IV sezione bis civile del tribunale di Roma Giovanni Dionesalvi, l'imprenditore in pensione Giampaolo Mascia, la moglie Piera Balconi e i loro due figli, avvocati Vittorio e Giammarco, gli arrestati nell'ambito dell'inchiesta della procura di Perugia scaturita da una denuncia prodotta dall'Avvocatura generale dello Stato su un contenzioso riguardante appalti intercorsi tra il ministero della Difesa e la ditta dell'imprenditore arrestato.

L' accusa contestata a vario titolo è associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Gli atti d'indagine erano gia' stati vagliati dal procuratore di Roma, Giovanni Ferrara che poi li aveva trasmessi per competenza al capoluogo umbro.

L'inchiesta il "mattone d'oro"
  Falsificando gli atti, gli accusati chiedevano denaro dal ministero della Difesa per presunte "riserve" (in realtà inesistenti) relative ad alcuni lavori edili eseguiti in passato. L'imprenditore edile sardo, residente a Roma, aveva a questo scopo costituito - secondo gli investigatori - un'associazione a delinquere con sua moglie, i due figli avvocati e un giudice onorario di Roma. Dal gennaio scorso ad oggi, gli investigatori dell'operazione "Mattone d'oro" hanno quantificato un giro d'affari di un milione di euro. L'attività andava tuttavia avanti da anni. Le indagini sono ancora in corso.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo487197.shtml

Palermo volta le spalle a Borsellino: meno di cento persone al corteo Pochi siciliani, pochissimi palermitani. Il fratello Salvatore: «Siamo a una svolta nelle indagini»

PALERMO - Sarà stato il gran caldo, sarà stata la voglia di mare, sarà stato che alle 9 del mattino di una domenica di metà luglio non si possono ipotizzare folle oceaniche, fatto sta che c'erano meno di cento persone al corteo in memoria della strage di via D'Amelio, che il 19 luglio 1992 uccise Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Meno di cento persone - molte non siciliane, pochissime di Palermo - con in mano un'agenda rossa (quella di Borsellino, sparita a mai più ritrovata dopo l'esplosione) cantando Bella Ciao hanno chiesto che si arrivi alla verità sulla strage di via D'Amelio. Il corteo, partito dal luogo dell'esplosione dell'autobomba, è giunto al castello Utveggio che avrebbe ospitato una sede riservata del Sisde.

«ANTICAMERA DELLA VERITÀ» - «Siamo prossimi a una svolta nelle indagini sulla strage di via D'Amelio e ora, più che mai, dobbiamo stare attenti che le porte blindate che ancora ci separano dalla verità non ci vengano chiuse in faccia per l'ennesima volta». Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato. «In un momento così delicato non c'è solo il rischio, ma la certezza che ci siano tentativi di depistaggio, anche istituzionali. Mi riferisco alla protezione negata al pentito Gaspare Spatuzza. Dannosa per le indagini che tentano di fare chiarezza sui tanti misteri legati alla morte di mio fratello, sarebbe anche la legge sulle intercettazioni, un provvedimento iniquo da bocciare in toto». Borsellino ha, infine, criticato «il silenzio di quegli esponenti delle istituzioni che solo a 18 anni dalla strage hanno ricordato particolari che, se fossero stati conosciuti prima, avrebbero potuto dare un input diverso alle inchieste».

http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_18/corteo-anniversario-borsellino_2d59c2dc-924d-11df-a4a6-00144f02aabe.shtml