Se il volo non parte paga la compagnia aerea

Un'ora di ritardo. Poi due, che diventano quattro. Alla fine, il volo è cancellato. Già non è piacevole gestire l'attesa in aeroporto. Figurarsi poi in vacanza. Una situazione in cui, però, capita e potrebbe capitare a molti di trovarsi in questi giorni di partenze e di arrivi. Ma con chi prendersela se il biglietto è stato venduto in un pacchetto-vacanza? Bene, il responsabile non può essere il tour operator. È l'insegnamento che viene da un caso deciso pochi giorni fa (il 27 luglio) dal giudice di pace di Palermo.

Protagonista della vicenda è stato un turista siciliano di ritorno da una vacanza in Giamaica. Non essendoci un collegamento diretto, il viaggio prevedeva uno scalo a Milano. Solo che il volo da Montego Bay aveva subito una serie infinita di ritardi fino ad essere definitivamente cancellato. A quel punto, è stato costretto a tornare in albergo (senza cenare), a telefonare dalla Giamaica in Italia per tranquillizzare i familiari e "scusarsi" con i datori di lavoro e quindi a partire il giorno dopo. E, una volta che era riuscito a rientrare in Italia, non c'era più la coincidenza per tornare a Palermo. Quindi è stato costretto a comprare un altro biglietto per tornare a casa. Il viaggiatore chiedeva così un risarcimento al tour operator che gli aveva venduto un pacchetto vacanza per coprirsi la spesa del nuovo biglietto e gli esborsi sostenuti in albergo e in aeroporto. «Non è colpa nostra» è stata la risposta della società organizzatrice che ha chiesto di chiamare in causa la compagnia aerea, ritenuta la sola responsabile dell'accaduto.

La decisione
Il giudice di pace palermitano è stato d'accordo. Tra l'altro il vettore aereo non si è presentato in giudizio e visto che non ha fornito alcuna prova in senso contrario è stato condannato a risarcire la somma del nuovo biglietto per Palermo e per le spese extra sostenute a causa del ritardo.

Il disagio non si risarcisce
Niente da fare, invece, sull'altra richiesta. Il viaggiatore aveva chiesto che gli venisse risarcita una somma di 900 euro per ripagare i disagi sopportati in tutta la vicenda, quelli che in termini giuridici si chiamano «danni esistenziali». Ma il giudice di pace palermitano, anche in relazione ai parametri più restrittivi fissati dalla Cassazione a fine del 2008 per liquidare questa particolare voce, ha ritenuto che non ci fossero i presupposti.

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-08-08/aereo-parte-paga-compagnia-160315.shtml?uuid=AYTMgAFC