Casa, viaggi, retta del nido. I beni dei contribuenti finiranno tutti sotto il grande occhio del fisco

Dalla casa ai viaggi, dal lavoro alla retta per l'asilo nido ogni mossa dei contribuenti sarà osservata, registrata e – soprattutto – incrociata con altre informazioni. E sarà proprio l'incrocio degli elementi contenuti nelle numerosissime banche dati già esistenti a mettere nell'angolo l'evasore, incastrato dalle incongruenze tra la sua dichiarazione dei redditi e il suo tenore di vita. La lotta all'evasione entra così nell'era telematica, utilizzando al meglio queste miniere di informazioni che, se da sole non dicono niente, incrociate tra loro portano a risultati che inchiodano il contribuente.

I database dell'agenzia delle Entrate, dell'Inps, dell'Inail, del ministero del Lavoro e dei comuni (insieme alle informazioni raccolte dal ministero dell'Economia durante il monitoraggio sulla tracciabilità dei pagamenti, basato sulle segnalazioni delle banche) creano una "ragnatela" complessa che permetterà, infatti, di rilevare eventuali irregolarità nelle dichiarazioni dei cittadini. Da una parte c'è il protocollo d'intesa siglato da Entrate, Inail, Inps e ministero del Lavoro, che prevede la condivisione delle informazioni contenute nei sistemi informatici dei quattro soggetti; dall'altra ci sono le novità introdotte dalla manovra correttiva, che consente ai comuni di accedere al catasto e alla banca dati delle Entrate sulle utente domestiche. C'è, poi, il fronte dei pagamenti, con il limite di 5mila euro in contanti imposto dall'articolo 20 della manovra e quello delle prestazioni assistenziali, che verranno monitorate attraverso il casellario dell'assistenza istituito presso l'Istituto nazionale di previdenza sociale.

A questi strumenti si affiancherà in autunno il nuovo redditometro, che permetterà uno screening dettagliato delle spese delle famiglie, facendo suonare il campanello d'allarme quando il guadagno dell'anno e gli acquisti sostenuti nello stesso periodo risultino incongruenti. La strategia è banale: seguire la traccia del denaro e incrociare queste informazioni con quanto dichiarato.

Chi presenta al comune un Isee (indicatore della situazione economica equivalente) basso per accedere alle prestazioni agevolate ma poi risulta iscritto in un circolo esclusivo non la passerà liscia, così come succederà a chi ha dato in affitto una casa senza registrarne il contratto e con quei proventi decide di comprare un'auto: le banche dati guarderanno nelle tasche degli italiani e i controlli innescheranno verifiche a catena. Per esempio, il monitoraggio sulla tracciabilità dei pagamenti effettuato dal ministero dell'Economia su segnalazione degli istituti di credito permetterà di ricostruire il tragitto di eventuali pagamenti "in nero", facendo scattare controlli anche sugli artigiani a cui il contribuente si è rivolto.

La condivisione delle banche dati punta dunque all'abbattimento dell'evasione fiscale, cosa che – in base a quanto promesso a inizio anno dal ministro dell'Economia e delle finanze Giulio Tremonti – dovrebbe permettere di ridurre la pressione fiscale. La promessa, però, non ha dato per il momento i risultati sperati, nonostante il bilancio positivo dei primi sette mesi del 2010 in cui la lotta all'evasione ha fatto incassare all'amministrazione fiscale ben 4,9 miliardi di euro, il 9% in più rispetto all'anno scorso.

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-08-18/casa-viaggi-retta-nido-192031.shtml?uuid=AYzBtsHC