Avvocatura riunita a Palermo, Processo penale: opportuno rileggere la disciplina della tutela della vittima

Palermo: “Occorre approfondire il tema della tutela della vittima nel nostro ordinamento. Non v’è dubbio che l’effettivo e pieno ristoro da parte dello stato del danno del reato è uno degli elementi cardine intorno al quale ruota il più generale problema della fiducia dei cittadini nel funzionamento del sistema della giustizia nel nostro paese”.
E’ questo il messaggio che il presidente del Senato Renato Schifani ha affidato a un telegramma indirizzato agli organizzatori del convegno L’avvocato penalista nel sistema penale delle garanzie, che si tiene oggi a Palermo presso il palazzo di giustizia su iniziativa del Consiglio nazionale forense, della Fondazione dell’avvocature e del Dipartimento di Scienze penalistiche dell’Università di Palermo.
“La disciplina di questa materia richiede perciò una attenta rilettura in una prospettiva di studio nuovo che rispetti il delicato equilibrio processuale e le garanzie di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento penale.
E la riforma della giustizia si intreccia indissolubilmente con la riforma dell’avvocatura, da martedì in votazione nell’aula del Senato, riforma che punta a raggiungere l’obiettivo di promuovere le qualità della professione, attraverso un accesso più selettivo, la formazione permanente obbligatoria, un controllo deontologico più rigoroso, come ha ricordato il presidente del Cnf Guido Alpa. “L’Antitrust, le rappresentanze imprenditoriali accusano l’avvocatura di volere una riforma corporativa. In realtà essa impone tanti sacrifici agli avvocati (l’assicurazione civile obbligatoria, la prova della continuità dell’esercizio professionale, la formazione continua) proprio per servire l’interesse pubblico e assicurare la funzione sociale dell’avvocatura. Spesso i denigratori fanno appello ideologico a termini quali concorrenza e modernità, appellandosi all’Europa. In realtà la risoluzione del Parlamento europeo del marzo 2006 richiama i valori dell’avvocato, come la dignità e il decoro, avversati dall’autorità Antitrust come limiti al libero esercizio della professione. E la Corte di giustizia delle Comunità europee ha più volte salvato il sistema delle tariffe minime vincolanti legandole all’interesse pubblico”.
E proprio incentrati sulla figura dell’avvocato, soprattutto di quello penalista, sul suo attuale ruolo nel processo, sugli strumenti utili per e nel dibattimento si sono incentrati i lavori della mattina.
L’apertura è stata affidata al consigliere nazionale Cnf, Giovanni Vaccaro, che ha ricordato come la figura dell’avvocato e dell’avvocato penalista, soprattutto in un momento delicato come quello attuale nel quale le professioni e l’avvocatura hanno subito gravi perdite per mano della criminalità, debba appellarsi ancora di più alla propria qualificazione professionale, all’etica, alla deontologia.
Corrado Lanzara, coordinatore della Fondazione dell’avvocatura ha spiegato come obiettivo sia quello di promuovere il progresso della professione dedicandosi ai singoli avvocati che attualmente “si trovano a vivere questa stagione frenetica di innovazioni legislative, tecnologiche, di apertura delle frontiere, di mutamenti sociali, che fanno temere il tramonto dell’avvocatura che noi abbiamo conosciuto: classe intellettuale, essenziale nella dirigenza del paese, indipendente”.
Ennio Amodio, ordinario a Milano di diritto processuale penale, ha disegnato la figura dell’avvocato penalista oggi, “né illusionista della parola, né eroe della tradizione cinematografica americana. Due sono i suoi profili caratterizzanti: il penalista come istituzione di diffidenza giudiziaria, nel senso che la sua presenza è ineliminabile all’accertamento dei fatti; e il penalista come professionista che assume il compito di assistenza morale e psicologica dei suoi assistiti”. Vincenzo Siniscalchi, componente laico del Csm, ha dedicato la sua relazione ai mutamenti incorsi nella oratoria del penalista per avanzare un suggerimento ai più giovani: “oggi il tasso di persuasione del legale sarebbe più altro che gli avvocati affidassero le proprie argomentazioni non solo alla parola, che pur rimane insostituibile, ma anche ai supporti informatici trasformando la tradizione arringa in un sistema integrato di comunicazione”. Agli avvocati Salvatore Gallina Montana, Ettore Randazzo, Roberto Tricoli è spettato il compito di ricordare e commemorare figure significative del mondo forense siciliano, quali Girolamo Bellavista, Antonino Galati, ed Enzo Fragalà, barbaramente assassinato nel febbraio scorso. E i figli hanno affidato alla platea il loro personalissimo ricordo.

fonte http://www.consiglionazionaleforense.it//on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6408.html