Il Questore di Napoli illustra i risultati ed i sequestri operati dalla Polizia di Stato contro la camorra del corso del 2009

Il Questore di Napoli, Santi Giuffrè, nel corso di una conferenza stampa presso la "Sala Ammaturo" della Questura, ha illustrato i risultati ottenuti nel corso del 2009 dalla Polizia di Stato nell'ambito dell'azione di aggressione ai patrimoni delle organizzazioni criminali operanti a Napoli ed in provincia.

Un'operazione di contrasto della Divisione di Polizia Anticrimine - sez. Misure Prevenzione Patrimoniali che ha consentito di privare i clan di ingenti fortune accumulate attraverso il fenomeno del riciclaggio di denaro, provento soprattutto di estorsioni, usura ed altre attività illecite.

Il valore complessivo dei beni sequestrati è di circa 170 milioni di euro in immobili, quote societarie, conti correnti, terreni, ville, complessi residenziali, bar ristoranti, auto lussuose ed altro.

Tra i clan colpiti dall'azione degli uomini della Polizia partenopea abbiamo: in provincia i Mallardo, Nuvoletta, Russo, Cennamo, Panico-Perillo-Sarno e Gionta; in città i Nuova Camorra Flegrea, Terracciano, Alleanza di Secondigliano e Misso.

L'incontro è stato preceduto dalla presentazione del calendario 2010 della Polizia di Stato, alla presenza del Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale e di una rappresentanza di studenti dell'I.P.S.A.R. "Cavalcanti" di Napoli: un'occasione per avvicinare gli studenti ed il mondo della scuola al progetto di "Sicurezza partecipata".

Nel corso dell'appuntamento il Questore, l'Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Napoli e rappresentanti di associazioni femminili, hanno firmato una convenzione per la realizzazione di misure di prevenzione, informazione e tutela contro la violenza alle donne.

La Polizia di Stato sequestra i beni del clan Panico e Sarno

Nell'ambito di complessa attività d'indagine di natura patrimoniale, tesa all'aggressione dei patrimoni di mafia, la Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli ha dato esecuzione in questi giorni al decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Napoli, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti dei fratelli COSTA Nicola Giovanni 27enne e Maurizio 25 enne.

Il valore del patrimonio posto sotto sequestro ammonta complessivamente a circa 40 milioni di euro.

Il decreto di sequestro è stato emesso in accoglimento di articolate proposte del Questore di Napoli, formulate a seguito di un'intensa e prolungata attività di indagine, volta a ricostruire l'ingentissimo patrimonio personale dei due fratelli, accumulato negli anni, anche in capo a soggetti terzi intestatari.

Nicola Giovanni era già in stato di detenzione in seguito all'emissione (20 febbraio 2007) di un'Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti di numerosi appartenenti al clan camorristico PANICO, operante nei comuni napoletani di Somma Vesuviana e S.Anastasia.

Nel provvedimento gli veniva contestato un ruolo di primo piano nell'organigramma dell'organizzazione, con il compito precipuo di occuparsi degli aspetti economico-finanziari, di curare gli investimenti e di fungere da tramite con l'imprenditoria e la politica.

Maurizio, pregiudicato per usura, estorsione e lesioni personali aggravate, è anch'egli detenuto in seguito all'emissione di un'Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti di numerosi esponenti del clan camorristico SARNO, organizzazione insediata nel quartiere napoletano di Ponticelli ed attiva anche in numerosi comuni dell'area vesuviana. Costui, per conto del clan, acquistava armi, anche di particolare micidialità, da una temibile organizzazione di trafficanti legata ai paesi dell'Est Europa.

La Polizia di Stato sequestra i beni del clan Cennamo

Nell'ambito di complessa attività di indagine di natura patrimoniale, tesa all'aggressione dei patrimoni di mafia, la Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli ha dato esecuzione, nel periodo marzo - novembre 2009, con la collaborazione in fase esecutiva di personale dei Commissariati P.S. di Aversa e Frattamaggiore, ad una serie di decreti di sequestro emessi dal Tribunale Di Napoli, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di Vincenzo VITALE, 41enne di Grumo Nevano (Na) con pregiudizi per tentata estorsione pluriaggravata.

L'uomo rappresenta la mente imprenditoriale del clan camorristico CENNAMO, organizzazione operante nei comuni di Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito e Crispano, attiva prevalentemente nel settore delle estorsioni in danno di operatori commerciali ed imprenditori operanti nei predetti comuni napoletani.

Il sodalizio è capeggiato da CENNAMO Antonio, alias "Tanuccio o' malommo", pluripregiudicato e già in passato elemento di spicco delle storiche organizzazioni camorristiche dei MOCCIA e dei PEZZELLA.

Il valore del patrimonio posto sotto sequestro ammonta complessivamente a circa sei milioni di euro.

Il lungo e certosino lavoro di analisi dei poliziotti della Sezione Misure Prevenzione Patrimoniale ha permesso di portare alla luce l'ingente patrimonio, costituito da beni immobili, mobili, societari e rapporti bancari, da questi acquisito nel corso degli anni ed interamente intestato a dei prestanome, proprio al fine di interporre schermi che rendessero il più difficoltoso possibile l'eventuale azione investigativa delle forze di polizia.

Il VITALE, dopo una lunga latitanza, è attualmente detenuto per il reato di estorsione aggravata ai danni del titolare di alcune note attività commerciali ubicate in Frattamaggiore.

Dall'ampia ed articolata attività investigativa effettuata dalla P.G. risultava infatti che, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, protrattesi per un lungo arco temporale, il CENNAMO ed i suoi sodali, avvalendosi della forza d'intimidazione promanante dall'appartenenza al citato clan camorristico e della conseguente condizione di assoggettamento della vittima del reato, avevano prestato somme di danaro ad un noto imprenditore locale, applicandogli tassi di restituzione di natura usuraia, che avevano fatto crescere a dismisura la cifra dovuta. Di fronte alla crescente difficoltà manifestata dal commerciante nella restituzione della somma e degli interessi, i sodali del clan avevano costretto, con gravi minacce anche di morte, il commerciante a cedere gratuitamente il ristorante "Luxor Club", sito alla via Biancardi di Frattamaggiore, proprio al VITALE il quale, evidentemente per operare una prima opera di schermatura, ne cambiava la denominazione nell'attuale "PINK HOUSE", ora sotto sequestro

fonte http://questure.poliziadistato.it/Napoli/articolo-6-313-6323-1.htm